Ce l'hanno fatta: il primo esperimento pubblico di Yoshiaki Arata di Condensed Matter Nuclear Science, meglio nota come fusione fredda è stato un successo.

Poche ore fa all'Università di Osaka è stata dimostrata, di fronte a un pubblico qualificato, la realizzazione di quello che viene definito ormai "Arata Phenomena".

La prova è stata compiuta facendo diffondere Deuterio gassoso su una matrice a struttura nanometrica di 7 grammi composta per 35% di palladio e per il 65% di ossido di zirconio alla pressione di 50 atmosfere, la metà della pressione di una idropulitrice per autolavaggio. Il calore, prodotto fin dall'inizio, e cioè in concomitanza dell'immissione del Deuterio, ha azionato un motore termico che si è messo in moto cominciando a girare.

 
Dopo circa un'ora e mezzo l'esperimento è stato volutamente fermato per effettuare le misure della presenza di Elio-4 a testimonianza dell'avvenuta fusione.

Non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose ( l'elio-4 è inerte). L'energia riscontrata è stata circa di 100.000 Joule, equivalente grosso modo a quella necessaria per riscaldare di 25 gradi un litro di acqua ( si tenga presente la modesta quantità della matrice nanometrica, 7 grammi).

Quanto all'Elio, la quantità è assolutamente confrontabile e compatibile con l'energia prodotta, ed è la firma inequivocabile dell'avvenuta fusione nucleare. Al di là delle quantità misurate, si apre ora un capitolo nuovo nella comprensione dei comportamenti e delle reazioni che hanno luogo nella materia condensata, comportamenti che sembrano differire dai modelli fin qui seguiti dalla fisica nucleare classica.

A partire da oggi inizia un'altra fase, altrettanto delicata, legata principalmente a due fatti: la ripetizione dell'esperimento con una quantità maggiore di Palladio-Zirconio per ottenere quantitativi maggiori di energia; l'estrazione dalla matrice dell'elio senza danneggiarla e poterla così riutilizzare. (Ilsole24ore.com)

 

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Dal Ilsole24ore.com del 15.052008 di G. Caravita

 

La fusione fredda esce finalmente da quel limbo, un po' eretico e marginale, in cui viveva quasi da vent'anni, dopo i primi clamorosi annunci di Fleischmann e Pons?

Lo sapremo con maggiore certezza tra una settimana, il prossimo 22 maggio, data fissata dal team dell'Università di Osaka che ha caparbiamente continuato le ricerche, e che ora vuole pubblicamente esibire il suo rivoluzionario reattore al lavoro, con tanto di eccesso di calore misurabile e reazione ripetibile.


E' da circa tre mesi che la comunità internazionale dei ricercatori sulla fusione fredda è in fermento. Qualcosa di nuovo, e forse di decisivo è nell'aria. Yoshiaki Arata, per vent'anni bandiera degli studiosi (spesso malfinanziati, e guardati con sufficienza dai colleghi) è l'eroe designato.

La sua tecnologia raffinata, capace di imprigionare nanoparticelle di palladio per poi farvi ammassare dentro molecole di deuterio fino a pressioni tali da generare la fusione dei nuclei di idrogeno, conferemerebbe peraltro (e vendicherebbe in qualche misura) i primi, ma incauti, annunci di Fleischmann e Pons di vent'anni fa.

Quando appunto proclamarono al mondo che erano in grado di far fondere in un catodo di palladio gli atomi di idrogeno, salvo poi non riuscire a ripetere, se non casualmente e per brevissima durata, il miracoloso processo.


Sarà in Giappone la soluzione del mistero? Di sicuro su questa trincea, da molti paragonata all'alchimia o alla parapsicologia, hanno resistito anche ricercatori italiani, all'Infn, all'Enea e in alcune università.

Se a Osaka tutto andrà bene, potranno uscire di sicuro dalla semiclandestinità. E forse l'Italia si accorgerà di avere, di colpo, la seconda scuola scientifica mondiale su una frontiera strategica.

 

Una foto del laboratorio per gli esperimenti di FF

La Fusione Fredda funziona… e adesso?

La famigerata Fusione Fredda è forse arrivata al traguardo, notizia da far accapponare la pelle se confermata; il giorno 22/05/2008 un team di scienziati giapponesi diretti dal Dott. Yoshiaki Arata dell'università di Osaka ha presentato il primo reattore a FF, qui un breve articolo pubblicato da il "Sole24ore" e ripreso da altre agenzie di stampa e giornali...

                                             

Titoli presenti in questa pagina:

 

1) La Fusione Fredda funziona …!

 

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Chi volge le spalle al sole vede solo la sua ombra...

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La preparazione della cella nel laboratorio dell’ITIS di Avezzano

Siamo alla svolta epocale?  Forse solo un importante tassello ma intanto...

Il professor Arata ha mostrato con successo il generatore in funzione. La ricerca, portata avanti con scarsità di fondi ha dato finalmente i suoi frutti, c'è da chiedersi a che punto saremmo se le sperimentazioni non fossero state boicottate sin dal 1989. Tutto questo alla faccia del menefreghismo disfattista, distruttivo e saccente dei tanti, nonchè dell'incapacità di comprendere che qualcosa di rivoluzionario stava per accadere.

E adesso come commenteranno gli scettici?

Ora tutti quelli che hanno dubitato delle opinioni e degli sforzi di coloro i quali hanno cercato di lavorare in questa direzione, cosa diranno?

Scusateci tanto se siamo stati così superficiali e sciocchi…

Non credo!

La stupidità è in aumento su questa terra. Assieme alla presunzione.

L’ignoranza e l’arroganza, invece, trionfano…a tutti i livelli.

Guardatevi intorno…

 

Da “La Repubblica” del 2-06-08 Napolitano parla in Italia di “regressione civile”…

In Campania non vogliono discariche né termovalorizzatori...cioè, rifiuti...in tasca!

Genitori uccidono figli e figli i loro genitori.

A scuola i ragazzi non vogliono studiare ed il ministro impone ai docenti corsi recuperi a Luglio o Agosto. Ma i “puniti” non dovrebbero essere i ragazzi o le famiglie, evidentemente inadempienti?

Per la strada delinquenti ammazzano persone, talvolta inermi, e tornano a casa spesso impuniti …

Devo continuare o basta così?

Titoli presenti in questa pagina:

 

2) Svolta epocale? Chissà...

ILMESSAGGERO.IT

 

Giappone, la fusione fredda funziona.

Riuscito l'esperimento del professor Arata

di Laura Bogliolo


ROMA (22 maggio) - 
La fusione fredda sembra funzionare correttamente. Parola, anzi "fatti" di Yoshiaki Arata, 85 anni, una vita per la ricerca, che oggi, alle 19.30 ora locale all'Università di Osaka in Giappone, in un esperimento aperto al pubblico di esperti e a pochissimi giornalisti, ha sconvolto ogni teoria scientifica.


L'esperimento. 

La prova è stata compiuta inserendo in un contenitore di acciaio riempito di deuterio gassoso nanoparticelle di una lega composta da palladio-zirconia.

Il professore ha osservato le reazioni termiche e ha calcolato che il calore sprigionato è di 100 volte più forte se si fosse utilizzato l'idrogeno.

L'energia sprigionata ha attivato un piccolo motore termico che ha azionato, a titolo dimostrativo, un ventilatore o un piccolo alternatore che ha acceso dei Led.

Alla fine dell'esperimento Arata ha riscaldato le nanoparticelle di palladio e analizzato il gas rimasto intrappolato. Dall'analisi è emerso che si trattava di Elio 4, prova che c'è stata una fusione fredda.

Con 7 grammi di palladio-zirconia si calcola che siano stati prodotti oltre 100 k-joule, reazione cento volte più intensa di qualunque reazione chimica nota.

Arata phenomena.

La fusione fredda, ossia la Condensed-matter-nuclear-science, dunque sembra funzionare. Alla fine dell'esperimento il pubblico riunito ha deciso di chiamare la scoperta "Arata phenomena", decisione che ha emozionato il professore che ha ringraziato con un solenne inchino.


L'opinione degli esperti.

Un grande passo nella ricerca scientifica quindi, come conferma Francesco Celani, primo ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. «Si apre una nuova possibilità - ha spiegato Celani - in questo modo non vengono prodotti elementi radioattivi».

Celani, collega e amico di Arata, subito dopo l'esperimento ha sentito il professore giapponese. «Mi ha detto che stava festeggiando - ha raccontato Celani - era molto contento, e scherzando mi ha detto che stava bevendo finalmente vicino a una bottiglia di sachè e non a una bobola in acciaio con deuterio...».

L'esperimento rimane comunque dimostrativo come sottolinea il professore di fisica nucleare: «Le nanoparticelle di palladio sono estremamente costose - spiega Celani - la loro fabbricazione è complessa. Sulla Terra c'è poca disponibilità del materiale, la sua concentrazione è di 5 volte superiore a quella dell'oro, ma non basta».

Il palladio è la stessa sostanza che viene usata anche per purificare i gas di scarico tramite le marmitte cataliche. Ogni marmitta ne contiene un grammo. La nuova frontiera quindi è trovare materiale che si comporti come il palladio ma costi di meno. 

Si aspetta la pubblicazione scientifica. Il  fisico Carlo Cosmelli, dell'università di Roma La Sapienza sottolinea che «negli ultimi anni le dimostrazioni sulla fusione fredda sono state numerose, ma nessuna è stata significativa».

Soprattutto in Giappone, in Francia e negli Stati Uniti sono stati presentati test che però, una volta ripetuti a distanza di mesi da altri gruppi di ricerca, hanno dimostrato che l'energia prodotta alla fine era equiparabile a quella dell'energia immessa. «Inoltre - ha aggiunto Cosmelli - mi aspetterei che l'annuncio di un successo fosse accompagnato da una pubblicazione scientifica».

 
La fusione fredda. Da circa 20 anni molti scienziati fanno test sulla fusione fredda, ossia il processo di fusione di atomi con sviluppo di energia che riproduce a temperatura ambiente fenomeni analoghi a quelli che avvengono nel cuore delle stelle. Spesso si usano materiali molto semplici, sulla scia di quanto fecero il 23 marzo 1989 i chimici dell'università americana dello Utah, Martin Fleischmann e Stanley Pons.

Y.Arata, Osaka

Giappone, la Fusione Fredda funziona. Riuscito l’esperimento del prof. Arata.

Il professor Arata ha mostrato con successo il generatore in funzione. La ricerca, portata avanti con scarsità di fondi ha dato finalmente i suoi frutti, c'è da chiedersi a che punto saremmo se le sperimentazioni non fossero state boicottate sin dal 1989. Tutto questo alla faccia del menefreghismo disfattista, distruttivo e saccente dei tanti, nonchè dell'incapacità di comprendere che qualcosa di rivoluzionario stava per accadere.